Diabete e salute orale

L'iperglicemia cronica può condurre ad un'ampia gamma di problematiche, tra le quali anche un impatto sulla salute di denti e gengive. Numerosi studi epidemiologici hanno riscontrato un elevato grado di associazione tra diabete mellito e malattia parodontale, e la malattia parodontale è stata addirittura proposta come sesta complicanza del diabete mellito. L'ADA (American Dental Association) ricorda, infatti, come il diabete e la malattia parodontale godano di una relazione bidirezionale: il diabete aumenta il rischio di parodontite e l'infiammazione parodontale influisce negativamente sul controllo glicemico. L'incidenza della macroalbuminuria e della malattia renale allo stadio terminale è aumentata rispettivamente di due e tre volte nei soggetti diabetici che presentano anche una parodontite grave rispetto ai soggetti diabetici senza parodontite grave. Inoltre, il rischio di mortalità cardiorenale (cardiopatia ischemica e nefropatia diabetica combinate) è tre volte superiore nei diabetici con parodontite grave rispetto ai diabetici senza parodontite grave.
Placca dentaria. Diversi studi dimostrano ormai come una scarsa salute dentale sia collegata a diverse patologie, tra cui patologie cardiovascolari, e come il soggetto diabetico sia a maggior rischio di sviluppare malattie a carico del distretto orale. Una scarsa disciplina nell'igiene orale può condurre al deposito di placca, un biofilm costituito da batteri e mucoproteine salivari, e quindi alla formazione, con deposito di sali di calcio e fosfati, di tartaro. Il diabete incrementa il rischio di formazione della placca e quindi dell'insorgenza di patologie odontoiatriche. L'aumentato livello di glucosio non interessa, infatti, solo il circolo ematico e/o l'urina, ma pervade i diversi liquidi corporei, tra cui la saliva; la presenza di questo glucide nella saliva diviene terreno fertile per metabolismo e la crescita dei batteri. Inoltre la presenza di cronicamente elevati livelli di glucosio può condurre ad un deficit del sistema immunitario e quindi ad un minor difesa nei confronti dei microrganismi responsabili.
Xerostomia. Il diabete si associa anche ad una maggior presenza di secchezza delle fauci ("bocca asciutta"), condizione che favorisce la proliferazione batterica, il deposito di placca e la demineralizzazione dentaria, essendo carenti componenti salivari quali le IgA e il Ca++ e venendo meno l'effetto detergente. Questo avviene sia per effetti osmotici, in cui il glucosio esercita una pressione richiamando acqua dalle cellule, sia per la cronica disidratazione dovuta alla importante eliminazione di urine (poliuria e glicosuria). Possibile anche un ruolo dell'iperglicemia nei confronti dei nervi del sistema nervoso simpatico responsabili dell'innervazione delle ghiandole salivari (parotide, sottomandibolare e sottolinguale), il danno dei quali conduce ad una minore secrezione di saliva (iposcialia). Queste condizioni, se non trattate, possono evolvere in malattia parodontale, carie e perdita dei denti.
Malattia parodontale. E' una condizione caratterizzata da una infiammazione cronica che interessa i tessuti che circondano e sostengono i denti (legamento parodontale e osso alveolare) e può determinare, nei casi più estremi e trascurati, anche danni alla componente ossea mascellare e mandibolare. Il primo passo della malattia si caratterizza per la presenza di gengivite, contraddistinta da gengive iperemiche, edematose e facilmente sanguinanti. Il secondo passo è la periodontite vera e propria in cui si ha un arretramento delle gengive, lasciando esposta via via in maggior misura la radice del dente. Il diabete aumenta il rischio di malattia parodontale (RR 3x), così come la malattia parodontale aumenta il rischio di iperglicemia e diabete mellito di tipo 2. Studi hanno dimostrato infatti che l'infiammazione che accompagna la periodontite può determinare un maggior resistenza all'insulina: molto probabilmente, le malattie parodontali fungono da iniziatori dell'insulino-resistenza, in modo simile all'obesità, aggravando così il controllo glicemico e l'effetto delle infezioni parodontali sul diabete mellito è potenzialmente spiegato dal conseguente aumento dei livelli di mediatori proinfiammatori sistemici, che esacerbano la resistenza all'insulina. I meccanismi alla base dei legami tra queste due condizioni non sono completamente compresi, ma coinvolgono aspetti del funzionamento immunitario, dell'attività dei neutrofili e delle citochine (aderenza, chemiotassi e fagocitosi neutrofila). Tali connessioni tra patologie sono tanto più evidenti quanto peggiore è il controllo del diabete; in altre parole, coloro con diabete mal gestito (o fumatori!) avranno un rischio ancora superiore rispetto al diabetico con adeguato controllo glicemico.
Carie. Così come la placca, anche le carie sono riscontri non inusuali nei soggetti affetti da diabete, e come detto in precedenza, il rischio più alto lo presentano i soggetti affetti da diabete con un controllo scarso della patologia. Le carie possono comportare fastidio, dolore, infezione, perdita del dente, andando anche ad intervenire con l'alimentazione. Le carie si formano grazie all'azione di batteri che producono acidi ed enzimi in grado di intaccare lo smalto e portare a demineralizzazione. La demineralizzazione avviene in modo maggiore a bassi livelli di pH e la xerostomia comporta tale condizione per l'assenza di Ca++ e HCO3- ad azione tampone.
Infezione micotiche. Il diabete incrementa il rischio di sviluppare determinare infezione a carico del cavo orale, tra cui candidosi o 'mughetto' (C. albicans). Lieviti e funghi crescono in modo spiccato nei soggetti diabetici, soprattutto per la presenza delle già citate xerostomia e deficit del sistema immunitario. La crescita di colonie nella bocca determina fastidio, dolore, presenza di lesioni, chiazze biancastre (removibili con curette, ma che si riformano in breve tempo), fetor ex ore e disfagia.
Viene consigliato, pertanto, di mantenere una corretta igiene orale, mediante spazzolamento dei denti, uso del filo interdentale (archetto o scovolino) e collutorio (possibilmente senza alcol). Raccomandata inoltre una visita odontoiatrica ogni 6/12 mesi. Infine, risulta utile mantenere una dieta composta da carboidrati complessi, fibre, vegetali ed acqua e povera di zuccheri semplici. In definitiva, la salute orale e parodontale dovrebbero essere promosse come componente integrante della gestione del diabete. Iil trattamento della parodontite, a titolo esemplificativo, è associato a riduzioni dell'emoglobina glicata di circa lo 0,4% (gli AGE, advanced glycation end products, sono responsabili della distruzione parodontale attraverso una alterazione del metabolismo del collagene e delle risposta immuno-flogistica [ROS, IL-1β, TNF-α]).
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