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Minerali importanti e trascurati nel diabete

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I minerali spesso vengono trascurati a favore delle vitamine, ma rivestono un ruolo fondamentale nella funzione insulinica e, più in generale, in tutto il metabolismo dell'organismo. L'insulina permette l'ingresso di glucosio nelle cellule risultando quindi foriera di una fonte di energia affidabile, ma l'efficienza nella sua azione dipende da molti fattori, tra cui diversi minerali.

Due importanti minerali per la funzione insulinica sono potassio e magnesio.

Potassio (K+). Il potassio è vitale per il soggetto diabetico, ma non solo, in quanto partecipa alla secrezione di insulina da parte del pancreas, permettendo un controllo della glicemia. Ci sono evidenze che bassi livelli di potassio potrebbero essere associati ad insulino-resistenza, ossia condizione in cui le cellule non rispondono in modo adeguato alla presenza di tale ormone. Oltre a questo ruolo diretto nella funzione dell'insulina, il potassio è coinvolto anche nel controllo della pressione arteriosa. L'ipertensione è una comorbidità non rara nel diabetico, specie se sovrappeso ed affetto da diabete mellito di tipo 2. Cibi ricchi di potassio includono verdure a foglia verde (es. spinaci, cavolo, ricchi anche di antiossidanti), avocado (ricco anche di acidi grassi monoinsaturi), pesci grassi, legumi, banane, noci e semi. Devo prestare attenzione all'eccesso di potassio soggetti affetti da patologie renali, cardiovascolari e/o che assumo specifici farmaci (es. diuretici risparmiatori di K+).

Magnesio (Mg2+). Come il potassio, anche il magnesio ha un ruolo molto vasto nel metabolismo, dove agisce come cofattore di molte reazioni, compresi il metabolismo del glucosio e l'azione dell'insulina. Sebbene il magnesio sia piuttosto disponibile, bassi livelli di magnesio non sono infrequenti nei soggetti affetti dalla patologia diabetica. Alcuni trial hanno illustrato come, nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 mal gestito, una supplementazione di magnesio (1000 mg/die) possa comportare un miglioramento nella sensibilità insulinica e nel controllo glicemico. Ottime fonti alimentari di questo minerale sono verdure a foglia verde scuro (es. spinaci), noci e semi, avocado, legumi, cereali integrali, pesce grasso (es. salmone) e cioccolato fondente (> 80%).

I tre minerali più spesso trascurati sono: cromo, zinco e calcio.

Cromo (Cr). E' un oligominerale, ossia le richieste di cromo da parte dell'organismo sono molto modeste (25-50 micron/die), ma al contempo il suo ruolo è fondamentale. Con l'invecchiamento la vulnerabilità nei confronti del deficit di cromo aumenta, così come tale deficit può essere marcato in coloro che fanno attività fisica intensa, in coloro che consumano troppi zuccheri semplici e raffinati e nelle donne gravide. Nell'ambito della patologia diabetica, il cromo è richiesto per la regolazione della glicemia, per la sensibilità insulinica (potrebbe potenziare l'azione dell'insulina aumentando la sua via di segnalazione), per regolare i livelli di colesterolo (aumento HDL e diminuzione LDL e trigliceridi) e per ridurre l'emoglobina glicata (vedi sotto approfondimento). Il cromo sembra anche rivestire un ruolo nella diminuzione dell'adiposità e nell'aumento della massa muscolare, condizioni che hanno un importante impatto sul controllo del glucosio ematico e sulla funzione dell'insulina. Ottime fonti di cromo sono broccoli, fagiolini, banane, arance, uva, carne (tacchino), latticini, mitili, uova (specie se da allevamenti all'aperto liberi), erbe e spezie (pepe nero, basilico, timo, alloro, aglio, prezzemolo). La supplementazione di questo minerale è discussa, in quanto livelli troppo elevati hanno effetti opposti, riducendo la sensibilità insulinica e comportando problematiche cardiache ed epatiche. Come sempre, il cibo è la migliore fonte e la supplementazione ulteriore va sempre discussa con il proprio curante.

Zinco (Zn+). Parlando di minerali, lo zinco sicuramente non è tra i primi che vengono in mente, ma la usa funzione non va sottovalutata. Ha un ruolo in più di cento reazioni enzimatiche che comprendono, tra le varie cose, il ripiegamento di proteine e l'espressione genica. Lo zinco può svolgere un ruolo nella sensibilità all'insulina attraverso l'induzione della via P13K/AKT (mediatore della segnalazione dell'insulina e dello smaltimento del glucosio) ed è coinvolto anche nella conservazione e secrezione pancreatica dell'insulina; studi hanno dimostrato che una carenza di questo elemento può acuire il processo autoimmune di distruzione della β-cellule nel diabete mellito di tipo 1. Lo zinco è anche chiave nella riduzione degli eventi flogistici, limitando la produzione di citochine pro-infiammatorie. Nel diabete, in virtù della poliuria, si può manifestare una perdita maggiore di zinco con le urine. Importanti fonti sono ostriche, carne (manzo, maiale, pollo), noci e semi (mandorle, semi di zucca), legumi (fagioli, ceci, lenticchie), quinoa, formaggi e yogurt.

Calcio (Ca2+). Ricordato sempre per il ruolo fondamentale nell'omeostasi ossea, il calcio ha anche un significativo impatto nel diabete. E' essenziale per una adeguata conduzione nervosa, quindi anche nei confronti della neuropatia diabetica, caratterizzata da parestesie e dolore, turbe dell'equilibro, fino all'amputazione. Tra i cibi, latticini e derivati sono sicuramente importanti fonti di calcio, ma non bisogna trascurare il contenuto in broccoli, cavolo riccio e cavolo nero, noci, tofu, sardine. Il calcio inoltre permette di mantenere un corretto bilancio elettrolitico, supporta la contrazione muscolare, migliora il controllo pressorio. Non agisce da solo: importante la sinergia tra calcio, vitamina D e vitamina K2. La vitamina D (fonti: salmone, sgombro, tuorlo d'uovo) è cruciale per un corretto assorbimento intestinale del calcio ed è sintetizzata, oltre a quella introdotta con la dieta, a partire dal colesterolo per azione dei raggi UV, quindi sarà importante una controllata esposizione solare quotidiana. La vitamina K2 ha un ruolo nel trasporto del calcio dopo l'assorbimento: una carenza di questa vitamina può determinare un eccesso di deposito di calcio a livello vascolare; fonti di questa sono uova (da allevamenti liberi a terra), formaggi stagionati (latte da mucche al pascolo), cibi fermentati, come i crauti, che determinano anche un miglioramento della flora batterica e quindi dell'assorbimento dei nutrienti e del controllo glicemico. In definitiva, se la vitamina D permette un regolare assorbimento intestinale, la vitamina K2 determina un adeguato trasporto del calcio laddove necessario.




Approfondimento. Gli integratori alimentari sono ampiamente utilizzati per il diabete mellito di tipo 2, ma mancano vere e proprie indicazioni basate sull'evidenza.

In questo studio sono state incluse dodici meta-analisi e una revisione generale ed è emerso:

Tuttavia, la ricerca futura dovrebbe essere orientata ad identificare con maggior certezza chi possa beneficiare dell'integrazione di nutrienti, i profili di sicurezza, i regimi e le formulazioni ottimali dei micronutrienti. Mancano prove di alta qualità a sostegno dell'uso di integratori di sostanze nutritive per migliorare il controllo glicemico o l'insulino-resistenza nella diabete mellito di tipo 2 e quelle attuali non sono sufficienti a supportarne l'uso in un contesto clinico.

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